12 ottobre 2021

Credi di non saper amare? Forse è soltanto colpa della depressione.

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La depressione, un disturbo estremamente complesso al punto da essere difficile da trattare in un articolo senza cadere in banalità e approcci superficiali. Infatti, le cause della malattia, così come i suoi sintomi, possono essere molteplici. Tra gli esperti di questa patologia, Nadine Kaslow della Emory University, docente di psichiatria e scienze comportamentali, dice che in alcune persone la depressione ha più motivazioni genetiche e in altre è una reazione allo stress esterno.

E anche per quanto riguarda le cause si riscontra la stessa varietà e differenziazione: perdita di un affetto, incidenti lavorativi e molto altro, o presenza di specifici tratti della personalità come tendenza a provare fallimento, inadeguatezza e vergogna.

 Ma l'aspetto che più degli altri tocca ciò di cui si occupa Club di Più è: come può la depressione incidere non tanto sull'amore come relazione, ma sulla capacità stessa di provare “amore”, sia esso verso il partner, una nuova amicizia o un altro tipo di affetto?



L’esperienza della depressione è caratterizzata soprattutto da una visione negativa di sé.


Una delle conseguenze più immediate di questa caratteristica è che il piacere è bandito: il sonno diventa difficoltoso, o al contrario assume la valenza di unico mezzo per allontanare le sensazioni negative (quindi si dorme tanto e male), mentre il desiderio per il cibo, così come il desiderio sessuale, possono sparire, e si tende a evitare tutte quelle situazioni che possono in qualche modo dare sensazioni piacevoli. Si evitano perché si avvertono come “immeritate”, colpevolizzandosi quando si provano.

William Styron nel suo “Darkness Visible: A Memoir of Madness” descrive il momento in cui riceve un prestigioso premio letterario a Parigi, un assegno da 25mila dollari, e non riesce a provare gioia o piacere, avvertendo piuttosto “panico… dislocazione; e una sensazione come se i miei processi logici fossero allagati da una palude tossica e senza nome che impediva ogni possibile risposta gioiosa al mondo vivente.”.


La stessa reazione avviene in relazione al sentimento amoroso e al giovamento che questo può portare. Si opta inconsapevolmente per la sindrome da disconnessione interiore utilizzata come meccanismo di difesa, una vera e propria patologia, che come tutte le malattie va diagnosticata e curata consultando uno specialista, e da cui si può e si deve uscire perché le possibilità per farlo esistono e sono alla portata di tutti. Molto spesso tutto ciò si trasforma nella percezione di una propria mancanza o incapacità. Si pensa di non essere in grado di provare emozioni verso le altre persone come tratto caratteriale radicato e cronico piuttosto che come disturbo risolvibile.

Perciò quando si avvertono i sintomi di questo male oscuro e sfuggente non si deve esitare a parlarne e a chiedere aiuto, se necessario. Guarire e tornare a vivere (e ad amare) è sempre possibile.

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